Film
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19/08/2025
Gli 80 anni di Wim Wenders
Wim Wenders è uno dei più grandi registi tedeschi contemporanei. Dopo aver iniziato negli anni ’70 come esponente di spicco del Nuovo cinema tedesco, ha raggiunto fama internazionale con film poetici e intensi come Paris, Texas (Palma d’Oro a Cannes nel 1984) e Il cielo sopra Berlino (1987).
Scritto da: Redazione Agorateca


Paris, Texas -drammatico, road movie – 147′
Regia di Wim Wenders
Con Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Hunter Carson.
Regia di Wim Wenders
Con Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Hunter Carson.
Un padre che invecchia sotto il cappello da baseball e un figlio bambino attraversano il Texas su un pick-up, in cerca d’una moglie e mamma perduta anni prima. Parlano di teoria del big bang e del perché lei se n’è andata. L’uomo, che aveva chiuso nel silenzio colpe e sconfitte, riscopre la parola e il senso delle relazioni umane.
Curiosità:
Paris, Texas è una vera cittadina del Texas: Travis porta sempre con sé un vecchio pezzo di terreno lì acquistato, come se fosse l’ultimo legame con un’idea di radici, di casa, di speranza. Ma è anche un luogo che non vediamo mai nel film: resta un miraggio, una proiezione.
Uscito nel 1984 ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes.

Il cielo sopra Berlino – drammatico, fantastico, romantico – 128′
Regia di Wim Wenders
Con Bruno Ganz, Otto Sander, Solveig Dommartin, Peter Falk, Curt Bois.
Regia di Wim Wenders
Con Bruno Ganz, Otto Sander, Solveig Dommartin, Peter Falk, Curt Bois.
Due angeli, Damiel (Bruno Ganz) e Cassiel (Otto Sander), osservano la vita quotidiana di Berlino e ascoltano i pensieri degli uomini. Damiel, colpito dalla bellezza e dalla fragilità dell’esistenza umana, decide di rinunciare all’eternità per vivere come uomo e amare una trapezista (Solveig Dommartin).
Curiosità:
il film è famoso per la sua fotografia in bianco e nero che diventa colore quando gli angeli vedono il mondo attraverso gli occhi degli uomini, e per il suo tono poetico e malinconico.
Miglior regia a Cannes 1987, Premio della critica ecumenica.

Pina – documentario, musicale – 106′
Regia di Wim Wenders
Regia di Wim Wenders
Il film è un omaggio alla coreografa Pina Bausch, pioniera della danza contemporanea, morta improvvisamente nel 2009. Wenders la celebra mostrando le sue coreografie più celebri (come Café Müller, Le Sacre du Printemps, Kontakthof), interpretate dalla compagnia del Tanztheater Wuppertal.
Curiosità:
il film non avrebbe mai dovuto esistere nella forma in cui lo conosciamo: Wim Wenders aveva iniziato a lavorare al progetto con Pina Bausch in vita, ma quando lei morì improvvisamente nel 2009 (solo pochi giorni dopo la diagnosi di un cancro fulminante), il regista pensò di abbandonare tutto.
Fu proprio la compagnia del Tanztheater Wuppertal a convincerlo a continuare, trasformando il film da una collaborazione in corso a un omaggio postumo. Grazie al 3D, Wenders riuscì a trasmettere la profondità e la fisicità della danza, rendendo lo spettatore “sul palco” insieme ai ballerini.

