Approfondimento
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20/05/2022
Stanley Kubrick #1
Stanley Kubrick, nato il 26 luglio 1928 e deceduto il 7 marzo 1999, è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense naturalizzato britannico. Considerato uno dei maggiori cineasti della storia del cinema, è stato anche direttore della fotografia, montatore, scenografo, creatore di effetti speciali, scrittore e fotografo. Noi di Agorateca abbiamo selezionato alcuni dei suoi migliori lavori.
Scritto da: Redazione Agorateca

ECCO A VOI LE NOSTRE PROPOSTE
Il bacio dell’assassino (1955)
‘Il bacio dell’assassino’ è un thriller-noir, ed è il vero e proprio esordio cinematografico di Stanley Kubrick.
Il noir è uno dei generi classici del cinema americano (assieme tra gli altri al western e al gangster movie) e Kubrick, nonostante la giovane età, si destreggia bene tra chiaroscuri, dove il buio e la luce diventano elementi espressivi (in questo senso vi consigliamo il bellissimo ‘Il terzo uomo’ di Welles).
Ma oltre alla padronanza delle convenzioni e dei canoni di genere Kubrick utilizza nuovi espedienti per rivedere e adattare il genere al suo linguaggio cinematografico: esemplari sono l’uso della camera da presa che indugia su espressioni e particolari, la profondità del campo, le inquadrature simmetriche.
Trama
Dave Gordon, un pugile fallito, conosce Gloria che subisce le violenze di Raphael, proprietario del locale dove si esibisce come ballerina. I due si innamorano e vorrebbero partire insieme, ma Raphael fa rapire lei e ordina di ammazzare lui. L’ex pugile si salva per caso, ma finisce ricercato per l’omicidio della persona rimasta ucciso al posto suo. Dave individua la prigione di Gloria.
Scheda Agorateca: informazioni sul film
Dettagli del film: dettagli supplementari
Orizzonti di gloria (1973)
Secondo film, forse il più spiccatamente antimilitarista, in cui Kubrick affronta il tema della guerra e, come in tutti i suoi film, riesce a stravolgere le regole del genere.
Il racconto è infatti incentrato solo sull’esercito francese nella prima Guerra Mondiale: il nemico non viene mostrato.
L’occhio del regista si concentra sulla rappresentazione delle logiche ottuse che governano il potere e che dividono coloro che comandano (i generali) da coloro che subiscono gli ordini (i soldati), ritraendo di fatto il classismo.
Nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry, National Film Preservation Board, della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Trama
Durante la Prima Guerra Mondiale, per uno stupido puntiglio, un generale francese ordina un attacco a una postazione tedesca praticamente inespugnabile. Il colonnello Dax, ufficiale coraggioso e onesto, capisce la follia dell’ordine e cerca di evitare la carneficina, ma, di fronte all’ottusità dei suoi superiori, è costretto a eseguire i comandi. L’assalto, naturalmente, fallisce, ma non è tutto: il tronfio generale fa fucilare tre soldati per vigliaccheria.
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Spartacus (1960)
«Un uomo libero non è libero finché non è istruito»
Un iconico Kirk Douglas è protagonista di questo film, in cui Stanley Kubricksubentrò già a produzione iniziata sostituendo Anthony Mann, licenziato dallo stesso Douglas, che era pure produttore del film.
La ricerca di libertà ed emancipazione attraverso l’insurrezione incarnate da Spartaco fanno sì che il film trascenda l’epoca in cui è ambientato, l’Italia romana del I secolo a.C.
Trama
Il gladiatore Spartacus capeggia una rivolta di schiavi a cui Roma fa fronte inviando un contingente militare. I ribelli però sconfiggono i legionari e poi si dirigono verso il Sud. Non essendo riuscito a ottenere le navi necessarie alla fuga da alcuni pirati arabi, Spartacus decide di assediare Roma. Ma la guerra contro Crasso sarà una disfatta. Spartacus, dopo aver dovuto uccidere in combattimento l’amico Antonino, viene crocifisso con altre migliaia di schiavi.
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Rapina a mano armata (1956)
Ciò che a prima vista colpisce di più di questo film, che ancora una volta è un noir, è la struttura temporale.
Kubrick prende spunto dal libro da cui è tratto il lungometraggio e utilizza una tecnica finora inedita nel cinema: il flashback ‘sincronico’.
Si tratta di una tecnica che serve ad che illustrare da diverse angolazioni, ma nella stessa unità di tempo, alcune delle scene chiavi del film, era inedito nel cinema.
La costruzione dell’intreccio è pressoché perfetta e trasportano lo spettatore in un climax narrativo che avrà il suo apice nel finale del film.
Possiamo dire che Tarantino abbia attinto a piene mani da questo film per lo sviluppo di ‘Le iene’ e ‘Pulp Fiction’, pellicole caratterizzate da una struttura ad incastri narrativi.
Trama
John Clay, avanzo di galera ma con stile, sta organizzando un colpo a un ippodromo. Fanno parte della banda un poliziotto assillato dai creditori, un barista con tanto di moglie malata, un allibratore alcolizzato e un cassiere dell’ippodromo stesso. La rapina, condotta con meticolosa precisione, riesce, ma alla fine all’areoporto per colpa di un’odiosa signora e di un maledetto cagnolino….Raccontato così sembra un film quasi normale. In realtà Kubrick scombina ad arte la cronologia, Lucien Ballard fa piovere dall’alto tutte le luci e gli attori (straordinario Elisha Cook jr.) fanno il resto. Una parabola sulla sconfitta, il destino, gelida e geometrica come nessun noir. Il primo dei molti capolavori di Kubrick.
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Lolita (1962)
Sfuggire alle categorizzazioni di genere è una costante dei film di Kubrick, e nemmeno ‘Lolita’ fa eccezione.
Se il film si regge su di un impianto narrativo drammatico classico sono diversi gli elementi tipici della commedia e del comico che irrompono e che rendono la pellicola di difficile collocamento.
Nonostante all’epoca i vincoli della censura fossero strettissimi, alla sua uscita il film con il suo intreccio di sensualità, morbosa passione, gelosia e vendetta non manco di destare scalpore.
Una curiosità in merito all’interprete di Lolita, ‘Sue Lyon’: nonostante fosse la co-protagonista del film, quando questo venne proiettato al Festival di Venezia non le fu consentito di assistervi; Sue aveva sedici anni ed ai minorenni era vietato l’ingresso in sala.
Trama
“Il docente Humbert, alloggiato presso la vedova Haze, la sposa pur di stare vicino alla figlia adolescente, di cui è innamorato. Quando la Haze muore, Humbert si mette finalmente con la ragazzina e con lei viaggia attraverso gli Stati Uniti. Lolita sparisce; riappare tre anni dopo, sposata e incinta.
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Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964)
Come tema della sua prima ‘commedia’ Kubrick sceglie la paura più comune nel 1964: la Guerra Fredda ed il pericolo di un disastro atomico.
Satira dell’ambiente militare e delle sue contraddizioni, il film ha per protagonista Peter Sellers che interpreta ben tre personaggi completamente diversi fra loro, improvvisando spesso e volentieri.
L’umanità rappresentata da Kubrick è primitiva, infantile ed inadeguata. I personaggi vanificano il progresso utilizzandolo al solo scopo dell’annientamento dell’avversario, con esiti inevitabilmente infausti.
Trama
Il generale Ripper, convinto di un complotto comunista in atto, scatena un’offensiva di B52. Il presidente Muffley fa attaccare la base; Ripper si suicida; viene recuperato il codice per richiamare i bombardieri, ma il maggiore King Kong si rifiuta di rientrare alla base. Il consigliere militare del presidente, l’ex-nazista dottor Stranamore, elabora una strategia di sopravvivenza. La terra esplode. Un classico del cinema contro la guerra; Kubrick ha costruito un meccanismo perfetto, brutale ed esilarante, capace di trasformare l’angoscia in risata e viceversa. Straordinaria la performance di Peter Sellers, che interpreta il capitano inglese, il presidente degli Stati Uniti e il dottor Stranamore.
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