Film
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25/08/2025
Un visionario senza fine: Herzog sarà premiato a Venezia
Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e scrittore tedesco. Considerato uno dei massimi esponenti del Nuovo cinema tedesco.
Scritto da: Redazione Agorateca

Werner Herzog è un regista, sceneggiatore, produttore e scrittore tedesco, nato nel 1942 a Monaco di Baviera. È considerato uno dei più importanti cineasti del cosiddetto Nuovo cinema tedesco insieme a Rainer Werner Fassbinder e Wim Wenders. Riceverà il Leone d’oro alla carriera alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre 2025.
Tra i suoi film più celebri di finzione ci sono Aguirre, furore di Dio (1972), Nosferatu, il principe della notte (1979) e Fitzcarraldo (1982). Quest’ultimo è diventato leggendario non solo per la trama — un uomo che sogna di costruire un teatro d’opera in mezzo alla giungla amazzonica — ma anche per la produzione stessa, durante la quale Herzog fece realmente trascinare una nave di 300 tonnellate sopra una collina, senza trucchi cinematografici. Questo gesto è diventato simbolo della sua ossessione per l’autenticità e della sua volontà di sfidare i limiti fisici e umani pur di ottenere immagini “vere”.

La poetica herzoghiana è animata dal concetto di “verità estatica”: per lui, il cinema non deve limitarsi a registrare i fatti, ma deve penetrare nella dimensione più profonda ed emozionale della realtà, anche a costo di reinventarla o di manipolarla.

Segni di vita (Lebenszeichen, 1968) – drammatico – 90′
Regia di Werner Herzog
Con Peter Brogle, Wolfgang Reichmann e Athina Zacharopoulou.
II Guerra Mondiale. Il soldato tedesco Stroszek viene ricoverato all’ospedale di Creta dopo essere stato ferito gravemente. Qui, il soldato viene curato da Nora, una ragazza greca di cui si innamora e che sposa. Tuttavia, una volta guarito, Stroszek viene incaricato della sorveglianza a un deposito di munizioni in un vecchio castello sull’Isola di Kos. Ben presto, il forzato isolamento e la poca attività minano la stabilità mentale di Stroszek che si impossessa del castello e minaccia di distruggere l’intera cittadina.
Curiosità:
questo è il primo lungometraggio di Werner Herzog, fu girato con un budget ridottissimo e una troupe essenziale sull’isola greca di Kos, scelta per i suoi paesaggi sospesi e i resti della guerra che ne accentuavano l’atmosfera allucinata; celebre la scena dei mulini a vento, ispirata a un ricordo infantile del regista, che già rivela la sua attrazione per immagini visionarie e per il tema dell’isolamento mentale di fronte alla natura, filo conduttore di tutta la sua opera.
Esordio, Leone d’Argento a Berlino.

L’ignoto spazio profondo (The Wild Blue Yonder, 2005) – documentario, fiction – 81′
Regia di Werner Herzog
Con Brad Dourif (l’alieno narratore).
Un alieno, interpretato da Brad Dourif, racconta come la sua civiltà sia fuggita dalla galassia di Andromeda per tentare di colonizzare la Terra, fallendo miseramente; il suo monologo si intreccia con immagini reali tratte dagli archivi della NASA e spettacolari riprese subacquee sotto i ghiacci dell’Antartide, che diventano nel film la rappresentazione di mondi lontani e inesplorati, trasformando il documentario in una fiaba cosmica sospesa tra fantascienza e poesia.
Curiosità:
è un film costruito con materiali autentici della NASA e spettacolari riprese subacquee sotto i ghiacci dell’Antartide reinterpretate da Herzog come paesaggi alieni; l’alieno narratore, interpretato da Brad Dourif con un tono ironico e malinconico, racconta il fallimento della colonizzazione della Terra da parte della sua civiltà, mentre la colonna sonora mescola i violoncelli del Cello Octet Amsterdam a canti tradizionali africani e indiani creando un effetto ipnotico; presentato a Venezia nel 2005, il film divise critica e pubblico, confermandosi come uno dei più audaci esempi di “falso documentario cosmico” in cui Herzog usa l’ibrido tra realtà e finzione non per ingannare ma per evocare stupore e riflessione filosofica.

Kinski: il mio nemico più caro (Mein liebster Feind – Klaus Kinski , 1999) – documentario – 81′
Regia di Werner Herzog
Con Werner Herzog, Klaus Kinski, Claudia Cardinale.
Mescolando memorie intime e filmati rari, Herzog costruisce un racconto che è insieme confessione personale e resa dei conti con il proprio passato, trasformando il film in una riflessione sull’arte del cinema come territorio di rischio, ossessione e sfida estrema, dove l’energia distruttiva di Kinski diventa paradossalmente anche la sua più grande forza creativa; il titolo stesso racchiude questa ambivalenza, perché Kinski fu per Herzog sia una minaccia continua sia la fonte delle interpretazioni più potenti e memorabili della sua carriera.
Curiosità:
Il regista ripercorre la loro relazione professionale e personale, oscillante tra genialità e violenza: da un lato l’energia selvaggia e unica di Kinski, capace di interpretazioni straordinarie come in Aguirre e Fitzcarraldo, dall’altro i suoi accessi di furia incontrollata, le minacce, le liti furibonde sul set (in Aguirre l’attore arrivò persino a puntare un fucile contro la troupe). Attraverso filmati d’archivio, scene dai set e testimonianze, Herzog dipinge un ritratto contraddittorio: Kinski come mostro e genio, “nemico più caro” e compagno insostituibile di follie artistiche.

